Comunicato stampa

Un lungo viaggio nella memoria.

Anna Antonini, “I giorni sono stanze di cristallo”
(La Zisa, Palermo, 2004, pp. 206, € 9,00)

Giuseppe Tomasi di Lampedusa sosteneva, esagerando un po’, che, giunto ad una certa età, ogni uomo dovrebbe scrivere le proprie memorie, non escludendo la possibilità che lo stesso Stato obbligasse questa attività con una disposizione di legge. Se ne ricaverebbe, aggiungeva lo scrittore siciliano, una ricchezza morale e una messe enorme di aneddoti pittoreschi ed educativi utili all’intera società.
Sulla scia di questa raccomandazione, Anna Antonini, nella sua opera prima “I giorni sono stanze di cristallo” (La Zisa, Palermo, 2004, pp. 206, € 9,00), ci offre il racconto delle sue esperienze di vita, dall’infanzia alla prima adolescenza, nella natia Campobello di Mazara, attraverso i passaggi significativi, gli oggetti, i luoghi e gli individui, che hanno condizionato, volenti o nolenti, nel bene e nel male, la sua personalità.
Con una scrittura elegante e direi quasi raffinata, l’Autrice ci fa rivivere, in pagine assai suggestive, le prime affermazioni della propria identità, la fase degli interrogativi  esistenziali con le relative risposte che invece di calmare le ansie di conoscenza incrementano la voglia di sapere, le liti con il fratello più grande di qualche anno, i battibecchi con i genitori (soprattutto la madre), che non riescono a comprendere appieno gli innocenti desideri dei bambini causando fiumi di lacrime, poi gradatamente l’impatto con il mondo esterno: la strada, i negozi, la casetta in riva al mare, la scuola, gli amici, i parenti, le persone con il loro cumulo di pregiudizi, di miti, ipocrisie, ecc.
La crescita individuale si accompagna gradatamente a quella della piccola cittadina in provincia di Trapani, negli anni della ricostruzione post-bellica, con il viavai degli emigranti, con l’arrivo dell’acqua nelle case, i primi beni di consumo, insomma tutte quelle trasformazioni che hanno cambiato il volto dell’Italia nell’ultimo cinquantennio.
Il libro si chiude con l’affacciarsi degli anni Sessanta, allorquando l’improvvisa morte del padre anticipa velocemente il passaggio alla maturità di una fanciulla amorevolmente cresciuta in una sana e dignitosa famiglia siciliana.
(COMUNICATO STAMPA – a cura di Davide Romano – 11 ottobre 2004)