Le memorie di una bambina nella Sicilia di 50 anni fa. E la fiducia in sé stessi e negli altri di chi si dedica a una passione creativa.
Anna Antonini, insegnante di lettere a Palermo, pubblica il suo primo libro: I giorni sono stanze di cristallo (ed. La Zisa, Pioppo, Pa). E’ una debuttante-nonna; infatti lo dedica alle sue sei nipotine. Racconta i primi suoi dieci anni di vita, bambina in un piccolo centro siciliano alla vigilia dei cambiamenti degli anni Sessanta. Non credo che esista ancora in Sicilia il vino catarrattu, fatto conun’uva dai chicchi piccoli. Penso che non ci siano più i contadini che all’alba si mettevano a ‘mpaiari cavaddu e carrettu per partire in fila al lavoro nei campi. Immagino che siano scomparsi, insieme alle coppole, anche li pizziteddi, i panini con l’acciuga…
Ho citato al volo, in una folla di personaggi, di usanzee modi di dire che abitano il libro di Anna. Ha scritto Tomasi di Lampedusa, l’autore del Gattopardo: «Quello di tenere un diario o di scrivere a una certa età le proprie memorie dovrebbe essere un dovere. Non esistono memorie che non racchiudano valori sociali e pittoreschi di prim’ordine».
(FRANCA ZAMBONINI – FAMIGLIA CRISTIANA – n. 14/2005)


