La repubblica

Giochi d’ infanzia prima della tv

L’ infanzia ricreata da Anna Antonini nel libro I giorni sono stanze di cristallo è precisa come una foto dimenticata, su cui soffermarsi con gli occhi mentre nella memoria si destano immagini simili. Trascorre in un paesino siciliano, scandita dalla preparazione di presepi barocchi, prima che il dominio della televisione e delle mode globali appiattisse le differenze fra i luoghi. Ci sono zie nubili pronte a consolare, una madre spesso temuta, un fratello maggiore a cui si deve obbedienza, una folla dei personaggi minori. Tutti attorno a una bambina curiosa e indipendente, che si chiede il perché delle cose e fantastica sulle risposte ricevute. Ne viene fuori un microcosmo generazionale, in cui i bambini li porta la cicogna o provengono da un posto magico e misterioso chiamato Palermo. E dove “i comunisti” diventano personaggi da favola, che sotto un ingannevole aspetto normale sono uno dei mali del mondo. La loro vittoria è temuta come la cosa più brutta che possa accadere perché, addirittura, «forse erano personalmente responsabili della crocifissione di Gesù».
(AMELIA CRISANTINO – La Repubblica – 5 aprile 2005)