I giorni sono stanze di cristallo

(dalla quarta di copertina)

I fatti narrati in queste pagine si svolgono all’incirca in un decennio, in un piccolo centro della Sicilia, sullo sfondo di lente trasformazioni che modificano abitudini e condizioni di vita e preludono ai grandi cambiamenti degli anni ’60.

Attraverso gli occhi di una bambina rivive un mondo ormai lontano, raccontato nel suo progressivo dilatarsi nello spazio, oltre le mura domestiche, e nel tempo, dall’infanzia fino alle soglie dell’adolescenza. Fra storia e memoria, si configura una sorta di mitologia familiare in cui personaggi, luoghi, avvenimenti sono del tutto reali.
Un libro gradevole e “per tutti”: nelle vicende della tenera e battagliera protagonista, alla strenua ricerca del proprio spazio e della propria identità, ognuno può ritrovare qualcosa di sé che è rimasto inespresso o che sembrava perduto.

“Raccontare e raccontarsi, nella mia famiglia, è sempre stata una predisposizione, una consuetudine, forse una debolezza” scrive l’autrice. “Da questo amorevole voltarsi indietro, che ridà una forma di vita a un passato altrimenti dissolto nell’oblio, credo che si rafforzino le radici dell’esistenza e si attinga una ricchezza da offrire ai più giovani”.